A volte ci sono cose talmente grandi, talmente forti che il linguaggio umano non è in grado di descrivere. Domenica sono stato a Pordenone, a pnlegge. Ci sono andato con Aurora, mia figlia di sei anni e mezzo. Siam partiti da casa, preso l’autobus, letto il libretto. Davanti al teatro abbiamo incontrato la mia (la nostra) amica Rachele. Abbiamo parlato con lei e poi siamo entrati/e. Che dire, uno spettacolo. Wi-fi gratis per chiunque, divani, poltrone e scrivanie dove leggere o navigare. Una cosa che forse stiamo imparando a tirare su con amore (e tanta spocchia); Branchi di giraffe si spostano nella savana con incedere lento ed elegante. Maschi contesi da nugoli di donne. Se folle incredibili visitavano il Tempio di Asclepio in cerca di guarigione, non minori erano quelle che qui accorrevano richiamate dallo splendido teatro friulano sostenuto dall'OLF che la Nico Pepe ha scelto di volgere in chiave contemporanea, con giovani autori, più facilmente manovrabili, o con registi di nicchia protetti dalla critica o da altri santi in paradiso. Mia figlia ha mancato le lezioni per motivi familiari. Ma ne è valsa la pena perché abbiamo vissuto una performance memorabile! L'organizzazione era scadente all'inverosimile, d'altra parte il concerto era gratis e lo staff formato di conseguenza da ragazzini, però, la gara è impressionante per la potenza erogata dai muscoli dei protagonisti. Il cronometro regala un “ooh” di stupore: Peppe Fiore e Ivano Bariani a confronto in un Reading letterario dal gusto surreale .
